Giuseppe Paolo SAMONÀ

G.G. Belli, La commedia romana e la commedia celeste

 Questo fondamentale studio di Giuseppe Paolo Samonà su Giuseppe Gioachino Belli vide la luce quasi mezzo secolo fa ma, inspiegabilmente, passò quasi inosservato. Forse Belli era all’epoca per lo più considerato ancora “un minore”, forse l’approccio dello studioso era troppo innovativo rispetto ai tempi o, forse, troppo fuori dal coro, fatto sta che il volume ebbe scarsa risonanza critica. Solo oggi, che il poeta romanesco è considerato pressoché unanimemente un grande della letteratura non dialettale ma italiana ed europea, emerge appieno tutta la sagacia di Samonà: l’acutezza nel suggerire ap­profondimenti tuttora inediti e originali chiavi di lettura per interpretare non solo i sonetti ma anche l’uomo, la puntuale analisi della critica bel­liana a Samonà coeva, la stigmatizzazione di ogni superficialità o banalizzazione del­la poetica di Belli, di­fet­to in cui incorrevano – e incorrono – spesso molti “letterati” ingannati dall’apparente semplicità dei versi, monito efficacemente sintetizzato nella nota conclusiva del volume (che riportiamo qui sotto).
In breve, a quasi mezzo secolo di distanza, si dimostra appieno la bontà, la solidità e la fondamentale attualità del libro e lo ripubblichiamo oggi convinti che, “riportata alla luce”, la ricerca di Samonà possa finalmente occupare il posto che merita nell’ambito della critica belliana e giocare un ruolo non secondario nell’offrire nuovi spunti critici.

IL LIBRO SARÀ PRESENTATO GIOVEDÌ 11 GENNAIO 2018, ALLA FONDAZIONE BESSO, DA R. SAMONÀ, D. MEGHNAGI, E. RICCI, L. LATTARULO E G. FERRONI 

Giuseppe Paolo Samonà (Palermo 1934-Roma 1996) è stato professore ordinario di letterature comparate presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, docente di lingua e letteratura italiana presso l’Università nazionale di Mogadiscio e l’Université de Montréal, comparatista, slavista, traduttore e poeta.
Per alcuni anni lavora nella redazione de «l’Unità», ma ne è espulso nel 1963 perché considerato “dissidente”. Nello stesso anno fonda con Giulio Savelli la casa editrice Samonà e Savelli, divenuta punto di riferimento per i movimenti giovanili a cavallo del ’68 e un vivaio per giovani intellettuali e politici.
Tra i suoi scritti più importanti si ricordano, oltre alla monografia su Belli (1969), quella su Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, i Racconti, Lampedusa (1974), considerata fondamentale dagli studiosi dello scrittore siciliano, e il saggio Letteratura e stalinismo (1974). Studioso di lingue e culture slave e di problemi della traduzione poetica, nel 1981 traduce Poesie di S. Esenin, mentre i suoi contributi per la Storia della civiltà letteraria russa, diretta da M. Colucci e R. Picchio, escono postumi nel 1997. Nel 1986 pubblica una raccolta di proprie poesie, Le sette vite. 

 

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