anniversari

Luigi Ceccarelli

Il 12 febbraio di dieci anni fa Luigi Ceccarelli si trasferiva altrove, a scrivere di altri sconosciuti. L'editore gli sollecita il manoscritto. La sua verve, la sua simpatia, la sua "infettiva" levitas hanno lasciato in tutti quelli che l'hanno conosciuto e frequentato ricordi che neppure la labilità della nostra ormai vecchia memoria - quella organica, che ci ha fatto mamma, non quella digitale - riesce a cancellare, e Gigi (o Giggi?) è come se stesse sempre qui con noi, a commentare e caz… giare.

Crescenzo Del Monte

Il "Belli" della Roma ebraica nacque a Roma nel 1868, ossia 150 anni fa. Scrisse sonetti in giudaico-romanesco nei quali rappresentò, con affettuosa e pungente ironia, gli ebrei romani nel momento di passaggio dal ghetto all’emancipazione, ovvero alla conquista dei diritti civili e politici dopo la presa di Roma del 1870 e la sua annessione al Regno d’Italia. 
I suoi sonetti furono pubblicati in varie edizioni a partire dal 1908. Fu anche autore di sonetti in romanesco, che egli chiamava romanesco comune, per distinguerlo dal giudaico-romanesco. Il suo bilinguismo gli permise infatti di spaziare con successo sui fronti di entrambi i vernacoli di Roma. Collaborò, inoltre, scrivendo un’appendice per le vicende successive al 1870, a una Storia degli ebrei di Roma di Giacomo Blustein. Fu il primo studioso ad occuparsi del linguaggio giudaico-romanesco, in cui tradusse alcuni testi medievali, cinquecenteschi e opere di Dante e Boccaccio.
Fiero della sua "italianità", vivendo nella giovinezza il periodo in cui gli ebrei italiani (i romani per ultimi) acquisirono i diritti civili e politici, si entusiasmò di fervore patriottico negli anni della prima guerra mondiale e vide con una certa simpatia, non scevra di qualche perplessità, l’affermarsi del fascismo. La morte nel 1935, poco prima dell’emanazione delle leggi razziali (1938), gli risparmiò l’infamia delle persecuzioni antiebraiche e il rastrellamento del ghetto romano.

1968-2018

50 anni fa, in autunno, venivano pubblicate per la prima volta due opere fondamentali per gli studi belliani: il Dizionario belliano di Gennaro Vaccaro e G.G. Belli, la commedia romana e la commedia celeste, di Giuseppe Paolo Samonà. Due testi che abbiamo riproposto nelle nostre edizioni.